Dignità e Rispetto – Non siamo pupazzi

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Stiamo vivendo il periodo più difficile dal dopoguerra, le norme del distanziamento sociale stanno cambiando il nostro modo di vivere in attesa che questo maledetto virus venga sconfitto per sempre o che si trovi un mix farmacologico che ne consenta la gestione clinica. Migliaia di italiani hanno perso la vita a causa dell’epidemia.

Le conseguenze sulle nostre vite sono state dirette, destabilizzanti, ci hanno tolto la possibilita di godere di quelle piccole gioie di cui la nostra vita è piena, alle quali diamo poca importanza a causa della frenesia umana, della convulsione delle città moderne in cui viviamo.Tra queste gioie, c’è anche il calcio, il gioco piu bello del mondo, la prima della cose meno importanti, cosi si dice.E’ in atto in questi giorni, un violento dibattito sul futuro del calcio, futuro immediato e prossimo.Ci sono personaggi del mondo dello sport, della politica e della scienza, coinvolti in duelli a colpi di notizia Ansa, di interviste Radio e TV.

La Lega ha studiato un protocollo scientifico, grazie ad un Comitato di Esperti, a cui tutte le squadra di calcio di Serie A e B, devono attenersi per poter riprendere a giocare il campionato. La Federcalcio, federazione del CONI, aspetta che il governo decida se far proseguire la stagione, su quando tornare sul campo di gioco ed entro quando terminarla, lavandosene le mani.La cosa mi disgusta di più è il valzer di lezioni di ipocrisia, da persone che cambiano opinione a seconda del vento che tira. 

La frase piu agghiacciante è stata “per rispetto dei morti, il campionato dovrebbe terminare qui! ” Mettere sullo stesso piano uno sport e la sua naturale ricerca di sopravvivenza (cosi come fanno tutte le imprese in questo momento, perche si il calcio è impresa di profitto) con migliaia di morti, è sbagliato, ma la cosa piu grave è utilizzare questo confronto quando si ha un ruolo istituzionale e si è pagati profumatamente per rappresentare lo Stato e non una propria idea. Le persone normali come noi, in questo momento storico, magari si aspettano anche di poter, piano piano, tornare alla normalità. Tra queste normalità c’e il pallone.

Sicuramente ci sono cose piu importanti, ma nessuno di noi ha detto o scritto, meglio un goal che una vita salvata da un medico.   Il rispetto nei confronti di chi non c’e più, è proprio la vita. La vita di ogni atleta e di tutto lo staff tecnico, va garantito. Questo è un discorso accettabile, su questo si deve discutere, perchè si pone l’accento su un problema realistico, vero, organizzativo. Se un tifoso si augura di rivedere la propria squadra di calcio, non deve sentirsi in colpa, non deve sentirsi cinico, la sua è solo voglia di vita, di normalita.

Il modo migliore per ricordare chi non c’e piu, è sempre stato quello di continuare a vivere, di ricordare ogni bel momento. Voi dovete portare RISPETTO verso di noi, perche non siamo dei fantocci senza cervello, abbiamo una DIGNITA umana che voi non considerate mai.Siamo Distanti, ma dovremo essere ancor piu Uniti. Forza Lazio.

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